Cultura artistica VS Cultura sportiva: un’ibridazione possibile! | Corpolinkscluster

L’8 febbraio 2018 presso la Sala del Consiglio dell’Università Savoie – Mont Blanc di Chambéry si è tenuta la seconda riunione del Cluster dedicata al tema: “Cultura artistica VS Cultura sportiva”. Presenti all’incontro, i partner del progetto e alcuni artisti e sportivi francesi e italiani.
Rappresentavano il mondo degli sportivi: Philippe Magry, Vice-presidente del Club Alpin Français de Chambéry, Michel Bligny, Presidente del comité régional Auvergne – Rhone – Alpes del Club Alpin Français, Pascal Auclair della cie des fusées, e Gerôme Meyer, arrampicatore francese. Mentre per il mondo artistico erano presenti: Chloé Moglia, artista circense francese, Mohamed El Khatib, autore e regista francese, e Marco D’Agostin, coreografo e danzatore italiano.
Ad aprire la riunione del Cluster è intervenuto il ricercatore dell’Università Paris Sud, dott. Jean Jourdan, che ha parlato dell’ibridazione tra arte e sport, un terreno fertile da cui poter partire per dare vita a nuove e innovative esperienze artistiche. Jean Jourdan ha sottolineato come arte e sport, due mondi che apparentemente possono apparire lontani, siano in realtà più vicini e connessi di quanto si possa pensare, l’estetica del gesto sportivo rinvia alla creazione artistica, così come il linguaggio espressivo veicolato dalle due pratiche è il medesimo, ossia quello del corpo.
Da questa premessa ne è nato un animato dialogo tra artisti e sportivi. Michel Bligny ha ricordato di come “ la pratica dello sport in montagna e quella dell’arte partono da due medesime assunti: il gusto della libertà e del rischio”, così come, invece per Marco D’Agostin, ” è il corpo a essere depositario sia dell’esperienza sportiva che di quella artistica, in particolare della danza“.
Mentre per Chloé Moglia e Mohamed El Khatib il primo passo per rendere quest’ibridazione possibile, è quello di rimodulare le logiche che stanno dietro le pratiche dello sport e dell’arte, attraverso un cambiamento del linguaggio espressivo, poiché l’arte e lo sport devono prescindere da questa categorizzazione, e focalizzarsi piuttosto, sulle produzioni e i loro interlocutori.
A conclusioni del Cluster, diversi sono stati gli spunti di riflessione emersi. Alcune proposte sono già state avanzate, Marco D’Agostin vorrebbe unire la sua passione per lo sci di fondo a quella per la danza, in una produzione artistica innovativa e strabiliante di cui ancora sappiamo poco ma che siamo tutti curiosi di scoprire, mentre Chloé Moglia porterà su uno dei parchi naturali offerti dalla montagna e scelti dai partner artistici del progetto, la sua Spire, spirale di 18 metri di lunghezza, 7 metri di diametro e che forma 3 circoli successivi, leggera e monumentale allo stesso tempo. Vuota o abitata, questa struttura mobile può essere installata in luoghi diversi, preferibilmente a cielo aperto. Una creazione spettacolare creata al fine di mettere in evidenza la diversità dei luoghi e degli esseri umani. Tutto ciò favorendo una riflessione più ampia sul paesaggio e sul territorio, ma anche sulla performance e la sua fattibilità. Si tratta di un’ occasione reale per arricchire un proprio punto di vista, favorendo l’incontro e lo scambio con la curiosità e la possibilità di andare a vedere dal punto di vista dal quale osserva l’altro.

Questo secondo incontro del Cluster ha messo in luce la possibilità di un’ibridazione tra il mondo dell’arte e quello dello sport, che fra qualche mese potremo già vedere in scena negli spazi naturali che i partner del progetto Corpo Links Cluster hanno scelto per noi.