fbpx

Negli ultimi anni le società di gestione degli impianti di risalita stanno vivendo una crisi strutturale correlata agli effetti del mutamento climatico sui regimi nevosi cui si accompagna l’aumento dei costi di gestione degli impianti, con una conseguente perdita di competitività e di appeal delle stazioni sciistiche. Ma tale crisi è accentuata anche dal cambiamento antropologico nei “comportamenti di vacanza”. Se infatti una volta nella stagione invernale il turista era in cerca di uno svago semplice e lineare che si concretizzava nella più classica forma della “settimana bianca”, oggi si parla invece di tanti tipi di “turismi”, basati sulla differenziazione dei gusti e degli stili di vita, dove l’individuo è sempre più alla ricerca di un’esperienza unica e non massificata.
La crisi del modello del turismo di massa fondato principalmente sulla pratica dello sci ha portato all’esigenza di ripensare l’intero sistema delle stazioni per non far morire imprese e territori che vivevano solo di “oro bianco”. Alcune realtà hanno chiuso i battenti, altre stanno cercando di riorientare la loro offerta turistica verso altri prodotti meno soggetti al fenomeno del cambiamento climatico e più in linea con le nuove tendenze in voga tra i turisti. A contribuire a questo processo di rinascita dei luoghi sono arrivati negli ultimi anni gli operatori culturali, che hanno saputo proporre una partnership vincente, unendo sport e cultura, come nel caso del progetto Corpo Links Cluster.

Il Torinodanza/Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e L’Espace Malraux Scène Nationale de Chambéry et de la Savoie, con l’aiuto degli operatori di territorio di Dislivelli e i ricercatori dell’Università Savoie Mont Blanc, stanno infatti cercando di unire questi due ambiti, della cultura e dello sci, per aumentare l’attrattività dei territorio interessati. Portando proposte culturali inedite in montagna (guarda gli eventi realizzati) in grado di creare un “ambiente” favorevole alla collaborazione tra artisti, studiosi e sportivi coinvolgendo il tessuto imprenditoriale locale.

Un incontro città-montagna in cui le proposte artistiche dei grandi teatri di Torino e Chambéry vengono messe in scena in luoghi tradizionalmente lontani dalla diffusione della cultura come rifugi, piste da sci, borgate con davanti paesaggi mozzafiato.
Un esempio è stato l’ottimo successo del programma Vertigine di Torinodanza dell’estate scorsa, che ha portato in quota coreografi, danzatori, artisti, sportivi e tanti turisti: la compagnia mk di Michele Di Stefano, in stretta collaborazione con il musicista Lorenzo Bianchi Hoesch, ha costruito a Bardonecchia il progetto “Orografia”, un dispositivo immersivo e olofonico immerso nel panorama alpino dell’alta Valle di Susa, una “camera con vista” che è stata presente ad agosto alla Baita Chesal di Bardonecchia, stazione tipicamente sciistica trasformata per l’occasione in stazione culturale, capace di portare gli spettatori in quota in seggiovia per vivere la montagna sotto un nuovo punto di vista (guarda il video).
Quest’estate 2019 sarà la volta del coreografo Marco Chenevier, cresciuto tra le montagne della Valle d’Aosta e con un passato da sciatore di discesa, che porterà turisti e visitatori sulle piste di sci di Sestriere proponendo agli interessati “PARADISO”,una performance che unisce danza e sci, dove lo scivolamento, la piega, l’estasi del salto, del volo, la velocità, la leggerezza e il vento saranno i punti cardine del progetto (guarda la scheda dell’artista).

Oggi le stazioni per lo sci invernale hanno bisogno di essere aiutate dall’incontro tra arte, cultura e sport, in modo da poter arricchire e destagionalizzarla l’offerta turistica. E quest’incontro sarà sicuramente uno degli strumenti con cui le stazioni sciistiche si potranno trasformare in stazioni culturali, in grado di creare un’offerta più legata a fattori naturali, ambientali, paesaggistici, valorizzando la storia culturale del territorio, senza dover puntare tutto e solo sullo sci da discesa.