fbpx

La cultura è da tempo vista e percepita come un’opportunità, o ancora meglio come una risorsa, per una nuova fase dello sviluppo economico e sociale per le aree marginali, sopratutto quelle montane.
A prova di questo le Alpi, che da alcuni anni non si determinano più solo come luogo (atrofico) del turismo, in cui coltivare ameni stereotipi alpini, ma piuttosto come uno spazio d’azione culturale, e un grande cantiere di stimoli.
Ne sono esempi Dolomiti Contemporanee nelle Alpi Orientali o il progetto ALCOTRA Corpo Links Cluster nelle Alpi Occidentali. Entrambi i progetti mirano a produrre forme artistiche originali che valorizzino il territorio montano raggiungendo un pubblico più vasto di quello tradizionalmente interessato dalle produzioni artistiche, con un’attenzione particolare rivolta ai giovani.

Le Alpi hanno un ampio potenziale, la verticalità che connota i territori montani non deve essere considerata solo per la sua dimensione/visione contemplativa ma anche come laboratorio sperimentale e innovativo a livello culturale. Attraverso la cultura un territorio può essere rigenerato e rifunzionalizzato.
Questi e altri progetti, così come i festival di montagna del resto, cercano di contribuire concretamente alla riflessione contro lo spopolamento delle aree montane rurali proponendo agli abitanti del territorio un’offerta culturale di prossimità in luoghi insoliti; rafforzando l’attrattiva turistica delle località di montagna e infine inventando nuovi modi di produrre spettacoli dal vivo che coinvolgono gli attori del territorio. Un tipo di innovazione culturale tout court, che coinvolge l’intera comunità e tutti i settori produttivi, dall’agricoltura al commercio. Infatti, la presenza di un’offerta culturale innovativa in un’area marginale può rendere un luogo appetibile anche a livello commerciale. Molto spesso sono gli stessi lavori degli artisti coinvolti sul territorio attraverso residenze artistiche prima e performance dopo, a generare connessioni e link significativi, anche a livello locale. Questo nuovo tipo di offerta culturale consente di socializzare un intento che non è solo artistico ma culturale, pervasivo e intrinseco a quel paesaggio-territorio che si contribuisce a ripensare, valorizzare, costruire, proprio attraverso la cultura.

L’arte e la cultura hanno già dato prova di poter fornire impulsi concreti al territorio, riattivando aree dal grande potenziale, che giacevano in stato necrotico. Esempio di questo, Matera, Città Europea della Cultura del 2019. Perché se Cristo si e’ fermato a Eboli, come raccontava Levi nel 1943, in un romanzo che descriveva un territorio estremamente povero dove si fermavano la strada e la ferrovia, fatto di terre aride, desolate e dimenticate da Dio della Basilicata, ora Cristo riparte proprio da qui, da Matera.
L’arte è utile, e nutre. La cultura è divenuta una risorsa primaria, canale privilegiato di promozione di pensiero innovativo e ingrediente fondamentale per lo sviluppo di un territorio. La domanda e il consumo culturale si evolvono oggi in ogni campo di attività. Si tratta dunque di una forma di conoscenza, di recupero dei luoghi, in grado di affermare un nuovo modo di abitare e vivere i territori e una nuova forma di partecipazione sociale.