Giovedì 7 marzo 2019 presso il Museo Nazionale della Montagna di Torino si è tenuta la quinta riunione del cluster del progetto Corpo Links Cluster. Tema dell’incontro: “La promozione dell’offerta turistica e culturale nei territori montani italiani e francesi”.

Il cluster ha coinvolto i partner di progetto, soggetti istituzionali legati alla promozione turistica e alla montagna e gli attori territoriali strategici nei processi di divulgazione dell’offerta turistica e culturale nei territori montani.
Lo scopo del cluster era di riflettere su possibili strategie promozionali in grado di mettere in rete il versante italiano e quello francese, attraverso una comunicazione e una promozione transfrontaliera concertata delle attività del progetto. A moderare l’incontro Luca Dal Pozzolo, responsabile delle attività di ricerca della Fondazione Fitzcarraldo e direttore dell’osservatorio Culturale del Piemonte.

Ad aprire il cluster le parole di Daniela Berta, direttrice del Museo della Montagna che ha sottolineato la piena apertura a collaborare con il progetto Corpo Links Cluster. Infatti, oltre a questo primo incontro, il Museo della Montagna ospiterà due performance e un incontro nel mese di settembre 2019, nell’ambito di Torinodanza festival.
A seguire ha preso la parola Gianluigi Montresor, presidente del CAI Torino, che ha ricordato che il Museo Nazionale della Montagna fa parte del tour operativo del CAI Torino ed è una punta di diamante del patrimonio culturale del CAI Italiano, insieme alla Biblioteca Nazionale del CAI cogestita dai due soggetti. Una sede obbligata se si parla di transfrontalierità alpina. Come sottolineato da Montresor, Il CAI Torino gestisce 30 rifugi e bivacchi ed alcuni si potrebbero prestare come luoghi deputati per gli incontri transfrontalieri, in particolare i rifugi che stanno a cavallo tra Italia e Francia: l’area delle Valli di Lanzo, l’alta Valle di Susa (Briançon e dintorni) e il rifugio Torino al Monte Bianco da poco ristrutturato.
Luca Dal Pozzolo è poi intervenuto nel dibattito ricordando come sia cambiata la cultura di coloro che si occupano di programmazione culturale: “La montagna non è più percepita come un territorio svantaggiato ma come un luogo ricco di peculiarità da poter valorizzare”.
Daniela Broglio, direttore di Turismo Torino e Provincia, prendendo la parola ha ricordato di come la montagna oggi viene percepita, anche secondo lei, in modo diverso, non più legata esclusivamente allo sport (neve d’inverno ed escursioni in estate) ma anche come luogo attrattivo nelle mezze stagioni, attraverso un’offerta culturale e di spettacolo con target differenti, giovani e famiglie in particolare. Secondo Broglio bisogna quindi offrire una proposta adatta al turista moderno che vuole vivere un’esperienza di svago nella calma e senza voracità, ma alla scoperta dei territori. Dal versante francese è intervenuta Marjorie Solair di Maurienne Tourisme che sta lavorando sullo sviluppo estivo in Maurienne, soprattutto grazie al ciclismo e attraverso il cicloturismo. Maurienne Tourisme organizza il festival del ciclismo, in cui i partner italiani saranno ospiti d’onore.
Concorde con gli interventi precedenti anche Cristina Bergonzo, responsabile dell’Osservatorio Turistico della Regione Piemonte, che conferma i trend del turismo attuale, attento alla sostenibilità del territori, sottolineando inoltre la necessità di offrire al turista un’alternativa all’offerta canonica, attraverso lo sviluppo di prodotti turistici innovativi.
Marco Chiriotti ha introdotto il tema della sostenibilità economica dei progetti culturali – turistici, ricordando come si debba andare sempre più verso lo sviluppo economico turistico, non solamente sportivo, ma anche culturale; verso una sostenibilità, non solamente ambientale, ma anche economica e occupazionale per la popolazione che vive la montagna, con una prospettiva professionale legata ai progetti sui territori. A seguire l’intervento di Marie-Pia Bureau, direttrice dell’Espace Malraux, che ha spiegato come grazie ai ricercatori dell’USBM siano emersi spunti di riflessione interessanti per la pianificazione culturale delle loro attività. Grazie al lavoro di ricerca è emerso che gli attori di montagna comunicano eccessivamente gli sport estremi, creando distanza con un target di pubblico che non si identifica come “sportivo”; le attività culturali dovrebbero quindi concentrarsi maggiormente durante il periodo estivo per compensare un calo del turismo montano; privilegiare i percorsi culturali itineranti per valorizzare le diverse tipologie di paesaggio. È necessario quindi riflettere su come gli artisti possano cogliere tutto ciò e trovare modi per rendere più durature le azioni artistiche e culturali.
Possibili azioni di intervento potrebbero essere: la creazione di un percorso storico alla scoperta della montagna (anche eventualmente percorsi cicloturistici), invitando gli artisti ad apportare elementi e contenuti interessanti in questa direzione; la creazione di un’audioguida realizzata da un artista su luoghi da valorizzare o percorsi alternativi da scrivere.
Secondo Annie Rouard la grande sfida, per sviluppare una politica culturale sui territori montani, coinvolgere tutti gli attori del territorio per offrire un’offerta completa e rilevante ai turisti. Enrico Camanni, vice presidente di Dislivelli, è concorde con Annie Rouard: “La montagna è stata identificata per troppi anni con lo sport e con la neve e una parte di pubblico si è sentita tagliata fuori”. Ora i turisti cambiano visione, il turista è cambiato: non si identifica nello sportivo o nel conservatore di un’immagine della montagna del passato. Ora bisogna cambiare i luoghi e ce ne si accorge anche durante gli incontri che sono stati realizzati con le amministrazioni locali e le comunità. È facile comunicare la novità alla città; è molto più complesso comunicarla alla gente di montagna e soprattutto agli operatori turistici. I progetti devono nascere sui territori per coinvolgere gli attori locali e per lasciare un’eredità dei territori. La ricchezza è la differenziazione che i luoghi delle Alpi occidentali possono offrire.
Matteo Negrin, direttore di Piemonte Dal Vivo, è dell’idea che le aree alpine abbiamo un ruolo di rilievo nella promozione culturale: “Stiamo vivendo un momento di transizione: si devono valorizzare i luoghi di interesse, dislocando le attività partendo proprio dal patrimonio architettonico e naturalistico dei territori. Dare ri-significazione agli spazi attraverso l’offerta artistica e il gesto artistico può diventare pretesto per fa sì che una comunità – anche montana – si riconosca negli spazi che abita”. Eugenio Buffa di Perrero dell’agenzia Promotour, ha messo sul tavolo della discussione anche le difficoltà che si rincontrano nelle azioni di promozione culturale. La difficoltà principale, in quanto privati, è comunicare e promuovere i grandi eventi. Barbara Camandona, direttrice vendite del Consorzio Incoming Experience, ha invece raccontato la sua esperienza professionale precedente. Camandona ha diretto un albergo a 2.000 metri e sette km sopra Bardonecchia e ha dovuto vendere un prodotto difficile (senza copertura wi-fi ad esempio), cercando di promuovere un’esperienza autentica della montagna. “Il territorio deve lavorare molto sulla commercializzazione, fare sinergia e formazione. Si devono commercializzare offerte turistiche nei tempi giusti di vendita, soprattutto quando ci si rivolge a un pubblico straniero che pianifica con largo anticipo uno spostamento all’estero”.
Paolo Manera, direttore della Piemonte Film Commission, definisce l’incontro del cluster un’occasione ghiotta per parlare di cinema e montagna. Film Commission infatti parte dal territorio e mira a promuoverlo. Vincent Schmitt dell’Espace Malraux sottolinea l’importanza di incontrare gli attori del territorio e riconoscere le problematiche in collaborazione con partner scientifici come l’USMB; incontrare gli artisti e invitarli sul territorio per avviare una relazione diretta. Infine Anna Cremonini presenta il programma di VERTIGINE 2019, nell’ambito di Corpo Links Cluster; si svilupperà nell’estate 2019 sui territori di Avigliana, Sestriere e Prali. Durante il mese di luglio si intervalleranno tre progetti di residenza sui tre comuni individuati per il 2019: il coreografo Piergiorgio Milano lavorerà ad Avigliana coinvolgendo arrampicatori del territorio, Silvia Gribaudi porterà avanti una serie di laboratori (che avranno inizio già ad aprile) con la comunità di Prali e Marco Chenevier lavorerà con i giovani sciatori degli Sci Club di Sestriere.

Sempre più le dinamiche del turismo si orientano verso offerte che utilizzino la presenza nei luoghi per dispiegare opportunità d’esperienza ricche e radicate nei territori. In questo quadro lo spettacolo dal vivo, pensato e costruito in alleanza al genius loci, può rappresentare un portale per entrare nelle reti di relazioni culturali e sociali che intessono i territori transfrontalieri. La montagna si manifesta in questo caso non tanto come luogo da attraversare, quanto da abitare nella lentezza dei suoi paesaggi, nell’habitat peculiare, capace di proporre modi vita distanti culturalmente dalla città ma vicini per possibilità d’accesso, integrati in una necessaria sostenibilità economica e ambientale. Un altrove differente e prossimo, aperto senza esitazioni alla cultura contemporanea e alle sue espressioni, territorio di contatto tra lingue e processi di sviluppo che necessitano ora, e sempre più necessiteranno in futuro, di un immaginario potente, in grado di connettere il sapere locale con il digitale, le opportunità di relazione fisica e virtuale con la qualità e la sostenibilità di modelli di vita in luoghi a bassa densità e di alto pregio ambientale. Per via della natura, certo; ma anche per l’arte e per la cura culturale del luogo.