Il 4 agosto 2018 presso la Sala Consortile Grangesises di Sauze di Cesanasi è tenuta la quarta riunione del Cluster dedicata al tema: “Turismo montano, imprese del territorio e progetti artistici”.

Il cluster è stato un tentativo, ben riuscito, di mettere in dialogo ambiti diversi, istituzioni locali, operatori culturali, operatori turistici e imprenditori, alla ricerca di linguaggi comuni e d’interazioni positive. Perché oggi, pur tenendo conto delle differenze intrinseche di ogni campo d’azione, non è più sostenibile un approccio che amputi la programmazione culturale dalla qualità ambientale e dalle opportunità naturalistiche di un luogo, che consideri lo sviluppo economico  slegato dalla qualità della vita propria di un territorio.

A rappresentare le istituzioni locali erano presenti il Sindaco di Sauze di Cesena e Presidente dell’Unione Montana dei Comuni Olimpici della Via Lattea Maurizio Beria, Antonella Parigi, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte e Monica Berton, sindaco del Comune di Pragelato.
Per Beria non può esserci sviluppo economico senza attenzione all’ambiente, intesa come come armonia del creato, dell’edificato, del movimento ma anche dei suoni. Per l’assessore Parigi invece è necessaria una politica volta a promuovere i beni culturali, lo spettacolo ma anche la cultura del paesaggio e il recupero delle tradizioni, con un occhio sempre proteso al futuro ovviamente.

Concorde con questo pensiero il moderatore dell’incontro Luca Dal Pozzolo che sottolinea come proprio  “Corpo Links Cluster” declini nel suo progetto la qualità di vivere di un territorio, aiutando a contrastare il disfacimento del tessuto sociale, ragionando in modo organico su più livelli, quello culturale, produttivo e sostenibile.

Per Enrico Camanni, Vice Presidente di Dislivelli, gli spettacoli portati in montagna da #vertigine, un programma di Torinodanza festival,  sono stati un’ottima sintesi di un lavoro avvenuto nel tessuto locale e sociale del territorio, oltre che di un’idea artistica. Vertigine è  stata infatti in grado di interpellare e ascoltare tutte le componenti del territorio. “Ora la speranza è che questo possa diventare una best practice da esportare e replicare” – sostiene Camanni.

Riccardo Ghidella, Vice presidente del Teatro Stabile di Torino, ha introdotto al tavolo il punto di vista economico del tema dell’incontro. Ciò che è importante per Ghidella è: “unire la leva culturale del territorio all’idea di sostenibilità, aggregare la parte imprenditoriale con quella culturale e sociale”.

A questo punto, la parola è  passata a chi ogni giorno si impegna a unire impresa, cultura e territorio. Valentina Bonfanti della Colomion spa, Roberto Gay del Grange Sax Café, Michela Blandino Alpeggiatrice a Bessen Haut e Roberta Mosca danzatrice ma anche imprenditrice, proprietaria di Autobahn caffee, hanno raccontato le loro esperienze imprenditoriali. A testimonianza di come une impresa possa anche offrire un servizio alla cultura e generare un valore aggiunto per un territorio.

Ma tutto ciò non basta, è la cooperazione e la capacità di fare rete che permette a progetti culturali e imprese di poter sopravvivere in territori marginali.” Così sostengono il Presidente del CAI Torino Gianluigi Montresor e Carlotta Garlanda della compagnia Mk, “per creare continuità nei progetti, imprenditoriali o culturali che siano, la costituzione di una solida rete tra istituzioni locali, operatori culturali e società civile è un elemento indispensabile ed imprescindibile”.

Dunque il mettere insieme operatori impegnati in campi come il turismo, le attività economiche e produttive e la cultura, sicuramente differenziati, ma altrettanto certamente interferenti sul territorio montano, per quanto non così comune, non dovrebbe rappresentare alcuna eccezionalità, bensì un’abitudine da consolidare.
Come può concorrere una specifica azione, sia essa culturale, un progetto che riguardi il turismo o un investimento imprenditoriale a potenziare l’interazione con il resto delle attività, come innalzare la qualità delle opportunità locali per i residenti di una vita – offrendo opportunità competitive alle giovani generazioni – o agli abitanti di un giorno o di una settimana – offrendo salde motivazioni per un ritorno, dovrebbe divenire una domanda capace di riverberarsi nel quotidiano, nel momento di programmare il futuro, ma anche nella realizzazione, giorno per giorno, di un presente desiderabile e attrattivo.