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Nel mese di luglio fra Avigliana, Sestriere e Prali si è tenuto un vero e proprio happening della danza, un anticipo di quanto si vedrà a Torinodanza quest’anno, un modo per mettere in connessione la città di Torino e le sue montagne, esplorare le relazioni fra performance e territorio e fra il gesto sportivo e la sua interpretazione artistica. Vertigine, festival nato nell’ambito di Corpolinks Cluster, è un punto di vista diverso sulla montagna, che va oltre la dicotomia fra inverno e estate, fra neve, sci, velocità e i cieli tersi di una gita estiva in alta quota, lungo sentieri e pendii verdissimi. Lo sguardo dei coreografi di Torinodanza ha esplorato, attraverso workshop e residenze in quota, la storia e la memoria di un territorio ricco di passioni, gli artisti hanno percorso strade e sentieri, si sono confrontati con chi in montagna ci vive per necessità o per scelta, e hanno trasformato queste esperienze in danza.

Torinodanza festival, nel suo programma autunnale, propone anche gli spettacoli di Vertigine, di cui è ispiratore e co-produttore.  Al Museo della montagna due giornate interamente dedicate a questo progetto, attraverso lo sguardo e i gesti di due protagonisti della scorsa e di questa edizione.
mk di Michele Di Stefano presenterà sabato 14 e domenica 15 settembre Orografia, nato nel 2018 a Bardonecchia con la straordinaria scenografia naturale della Baita Chesal sul monte Melezet. Per la prima volta questa creazione site specific arriva a Torino per farci guardare all’orografia delle montagne che abbracciano Torino. Uno spettacolo che apre le finestre di una esclusiva “camera con vista” creata da Di Stefano e da Lorenzo Bianchi Hoesch, autore della colonna sonora, in cui il pubblico ascolta in cuffia note, suoni, parole, suggestioni per amplificare una visione in cui le distanze aumentano e si riducono, in cui profondità e verticalità delle cime emergono con un fascino particolare. La performance verrà ripetuta alle 15, 16 e 17 di entrambi i giorni.

Domenica 15 settembre alle ore 11 gli spazi del Museo della Montagna ospitano la prima nazionale della performance site specific Purgatorio ovvero aspettando Paradiso di Marco Chenevier. Valdostano e sciatore da ragazzino, da anni Chenevier presta il suo corpo atletico e la sua creatività alla danza, che è divenuta negli anni per lui uno strumento per esplorare la coreografia, il teatro e la performance. Con questo nuovo progetto – che debutterà in forma compiuta a Torinodanza festival 2020 – avvicina lo sci di discesa e la danza: lo scivolamento, la velocità, la leggerezza, il vento, il rischio, il lungo lavoro cui un singolo individuo s’impegna per raggiungere, o semplicemente insegue, l’eleganza di un gesto.

Completa il programma di domenica 15 settembre alle ore 18 l’incontro fra Hervé Barmasse, Michele di Stefano e Marco Chenevier. Insieme al giornalista e scrittore Enrico Camanni, l’alpinista valdostano protagonista di epici itinerari realizzati in tutto il mondo dialoga con i coreografi di Vertigine su ascensioni, montagna e performance.

Sabato 21 settembre alle 17 alla Lavanderia a Vapore di Collegno Silvia Gribaudi inizia il cammino verso la creazione del nuovo Mon Jour! – che sarà presentato nell’ambito di Torinodanza festival 2020 – con un “primo studio” frutto del laboratorio estivo nel quale la travolgente coreografa torinese ha “conquistato” Prali coinvolgendo le comunità delle valli Chisone e Germanasca. La performance è una ricerca di antropologia artistica che esplora l’impatto sociale di ogni corpo sull’ambiente in cui vive. Silvia Gribaudi affronta la vitalità del potenziale umano, mettendo in relazione persone e territorio: che cosa dà l’individuo alla montagna? E cosa gli viene restituito?  Conclude la giornata, alle 21, il celebre R.osa firmato da Silvia Gribaudi e con Claudia Marsicano.

Alle Fonderie Limone il 18 e 19 ottobre la prima nazionale del nuovo lavoro di Piergiorgio Milano, White Out. Lo spettacolo, anch’esso coprodotto nell’ambito del progetto Corpo Links Cluster, è lo sviluppo di quanto ha catturato il pubblico nel laboratorio di Avigliana lo scorso 26 luglio. White Out è quel momento, in alpinismo, nel quale si determinano particolari condizioni metereologiche che determinano una completa perdita d’orientamento. Al termine dello spettacolo Piergiorgio Milano, coadiuvato dallo scrittore e giornalista Enrico Camanni, incontra l’alpinista torinese Anna Torretta, prima e unica donna guida alpina di Courmayeur, per chiacchierare di arrampicata, gesto acrobatico, equilibrio, performance.